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Le popolazioni aborigene australiane

Prima dell’arrivo dei colonizzatori europei, le vaste terre dell’Australia sono state abitate dalle popolazioni autoctone (aborigene) australiane per decine di migliaia di anni.

La presenza degli aborigeni in territorio australiano infatti risale a più di 50.000 anni fa: molto prima di Stonehenge, delle piramidi e dell’Acropoli.

Di fatto gli aborigeni in Australia si possono suddividere in diverse culture e ceppi etnici: i due più famosi sono gli aborigeni delle Isole dello Stretto di Torres (che si trovano tra la punta di Cape York nel Queensland e la Papua Nuova Guinea) la cui cultura è misto tra le tradizioni dei popoli dell’entroterra australiano e di quelle degli indigeni della Papua Nuova Guinea; e tutte le altre popolazioni dell’entroterra a cui ci riferiremo semplicemente come aborigeni.

I popoli aborigeni australiani esistono tutt’ora ma rappresentano meno del 4% della popolazione australiana, a causa dell’ invasione europea avvenuta dal 1700 in poi.

L’invasione europea

I primi insediamenti consistenti di europei in Australia avverranno nel XVIII secolo, quando James Cook sbarcò nel 1770 a Botany Bay, nei pressi di Sydney.

Il nuovo territorio venne chiamato dallo stesso Cook New South Wales (Nuovo Galles del Sud), e venne inizialmente utilizzato dal governo britannico come base per imprigionare i criminali più pericolosi dalla madre patria.

Tale utilizzo del nuovo continente cessò nel XIX secolo, quando l’Australia divenne meta di immigrazione da parte della popolazione britannica. Tale processo si intensificò ulteriormente dopo il 1860, quando si scoprì la presenza di alcuni giacimenti d’oro.

Da questo momento in poi gli Aborigeni verranno privati delle loro terre e decimati dalle nuove malattie portate dagli europei. La popolazione indigena cercò di opporsi all’invasione dei nuovi arrivati, alla quale i coloni risposero con massacri e persecuzioni, provocando una riduzione della popolazione del 90%.

Negli anni ’30 segui’ la politica di assimilazione biologica (Assimilation Policy). Con tale provvedimento del governo federale, i bambini di sangue misto (inglese e aborigeno) venivano sottratti alle proprie famiglie con la forza ed educati secondo i costumi occidentali. Tale pratica barbara continuò ad essere  implementata fino agli anni ’70 in alcuni territori, portando alla coniazione del noto termine “generazione rubata“.

Negli anni 60′ il governo federale australiano cercò di cambiare atteggiamento nei  confronti degli aborigeni. Nel 1963 venne concesso alle popolazioni indigene il diritto di voto, mentre nel 1967 si riconobbero i pieni diritti al popolo aborigeno. Altro punto di svolta si ebbe nel 1992, quando venne introdotta la possibilità per gli Aborigeni di rivendicare il diritto di proprietà sulle proprie terre.

La cultura

Nonostante le persecuzione e i massacri subiti, la cultura aborigena è ancora sorprendentemente viva in Australia. Si tratta di una cultura olistica (ovvero che considera il mondo nella sua totalità), definita dal suo legame con la famiglia, la comunità e la terra. In Australia, l’idea di “legame con la terra” è fondamentale nella visione che gli aborigeni hanno del mondo.

La terra (o paese) è ciò che definisce la popolazione aborigena. Gli aborigeni della costa si descrivono come il “popolo dell’acqua salata”, quelli delle aree fluviali sono il “popolo d’acqua dolce” e quelli delle aride regioni centrali sono il “popolo del deserto”.

I popoli aborigeni credono che i loro spiriti ancestrali siano nati dalla terra e dal cielo. Questi esseri ancestrali sono le loro divinità creatrici e i popoli aborigeni credono che tutte le cose viventi siano state create attraverso i viaggi di queste divinità. Queste forze creatrici sono onnipresenti, da qui il forte legame culturale tra i popoli aborigeni, la terra e i luoghi in cui abitano. Per maggiori dettagli sulla cultura aborigena, visita questo sito.

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LINGUE ABORIGENE E CONFINI

Durante il primo periodo di colonizzazione, conosciuto come il periodo del “primo contatto“, c’erano tra i 350 e i 750 gruppi sociali australiani distinti e un numero analogo di lingue. La mappa sopra riportata rappresenta la ricchezza dei gruppi linguistici, tribali e nazionali dei primi popoli dell’Australia. Nonostante l’assenza di frontiere visibili, i gruppi di aborigeni e delle isole dello Stretto di Torres avevano confini netti che separavano la propria terra o paese da quelle di altri gruppi.

Mappa dei territori aborigeni australiani

Per più informazioni sulla storia della mappa dei popoli aborigeni prima della colonizzazione, visita questo sito.

*La mappa sopra riportata è un tentativo di rappresentare i gruppi linguistici, sociali o nazionali dell’Australia aborigena. Mostra solo gli stanziamenti generali dei raggruppamenti più numerosi che possono includere clan, dialetti o singole lingue in un gruppo. Tale mappa si basa su risorse pubblicate tra il 1988 e il 1994 e non va intesa come una mappa esatta, neppure per quanto riguarda i confini. 

L’impatto della colonizzazione persiste comunque. Molte delle lingue che venivano parlate in passato rischiano ora di essere dimenticate e nonostante i numerosi programmi per salvaguardarle in tutta l’Australia, i popoli aborigeni continuano a provare un profondo senso di perdita.

ULURU (Ayers Rock) e il suo significato per gli Aborigeni

Per chi non lo conoscesse, Uluru è un gigantesco monolite che si trova nell’entroterra australiano, nel Northern Territory.  Secondo gli esperti, sarebbe parte di una ancora più estesa formazione monolitica che per alcuni ricercatori sarebbe ciò che rimane di una luna precipitata nel centro del continente australiano circa 3,5 miliardi di anni fa.

uluru e le popolazioni aborigene australiane

Il monolite è lungo circa 3,6 km e raggiunge gli 860 metri sopra il livello del mare e sprofonda sottoterra per 7 km.  L’intero territorio del parco è sacro per gli aborigeni australiani Anangu, proprietari di queste terre da 22.000 anni. Dal 26 ottobre 2019 e’ scattato il divieto di scalare Uluru: la decisione – presa dalle autorità che gestiscono il parco Nazionale Uluru Kata Tjuta – rappresenta un segno di rispetto nei confronti del popolo aborigeno che considera il massiccio roccioso sacro: gli aborigeni chiedevano da tempo chiedevano che venisse salvaguardato dal turismo senza controllo. Il 26 ottobre è una data simbolica perché nella stessa data, nel 1985, Uluru veniva restituita agli aborigeni.

Il sito di Uluṟu, secondo gli aborigeni, porta i segni dell’attività di numerose creature ancestrali. La maggior parte dei miti su Uluṟu, sulle sue caverne, le sue pozze, le sue sorgenti, o le caratteristiche del paesaggio circostante sono segrete, e non vengono rivelate ai piranypa (i non-aborigeni); sono noti solo gli elementi generali della storia della sua formazione.