Emigrare in Australia: basta una qualifica?

Lo so, lo so.

Avevo promesso che avrei dedicato più tempo a questo blog e invece ho fallito miseramente. Ho anche le scuse pronte, e sono scuse serie mica balle, però non voglio fare la pietosa perciò salto di netto quella parte e mi lancio subito dentro all’argomento di questo post. Prometto però che da adesso in poi cercherò di pubblicare almeno una volta a settimana. Vediamo se ce la faccio.
* si copre la faccia scuotendo la testa chiedendosi in che guaio si sta cacciando

L’idea è nata, come spesso succede, da voi. In particolare da un’email che ho ricevuto e da una serie di commenti che si sono sviluppati su Facebook sotto all’ultimo post che ho pubblicato nel sito di Immigrata allo Sbaraglio (sono una latitante anche lì, non pensate che trascuri solo voi che siete da questa parte).

In sostanza ci si chiede: basta arrivare in Australia con una qualifica per riuscire ad emergere come una fenice dalle ceneri o sono solo illusioni e la realtà è tutta un’altra storia? In questo articolo focalizzo l’attenzione sull’argomento qualifica, escludo il caso in cui si arrivi in Australia senza ma magari con esperienza di lavoro, oppure con nessuno dei due, quello è un altro discorso.

Ovviamente non ho scelto un argomento facile per il mio ritorno sul palcoscenico, però proverò ad esprimere quello che penso e, spero, a darvi degli spunti di riflessione.

La premessa è che chiunque emigri in Australia vive un’esperienza che è unica nel suo genere, mai uguale a quella di qualcun altro: le opinioni, impressioni, idee, considerazioni, difficoltà etc…non saranno mai uguali tra loro perché ognuno di noi è diverso. E’ perciò impossibile generalizzare, fare di tutta l’erba un fascio. Se vi metteste ad intervistare tutti quelli che finora sono venuti qui, vi ritrovereste con in mano un sacco di versioni diverse. L’unica conclusione che potreste trarre è che non ci si può basare sulla storia di un’altra persona. Se a tizio è andata in un certo modo, non è detto che succederà anche a voi. Se Sempronio dice che nessuno ti assume se non hai esperienza lavorativa, non è detto che succederà anche a voi. Ci siamo?

La seconda cosa è che per il mio compagno e me le cose sono state molto dure ma si sono svolte nel modo più fluido e liscio possibile. Appena arrivati (beh, non proprio “appena” però dopo un mesetto) ci siamo creati un piano d’azione per poter riuscire a rimanere in Australia a tempo indeterminato. Il piano è andato a buon fine, anche se abbiamo dovuto aggiustare un attimo la rotta proprio al termine. Non abbiamo avuto grandi intoppi, rallentamenti o altro. Tutto si è svolto alla perfezione e in due anni e mezzo abbiamo ottenuto quello che volevamo. Una fatica e sacrifici immani, ma ce l’abbiamo fatta. Questo influisce decisamente il modo in cui vedo le cose e percepisco l’Australia.

La terza cosa è che il nostro successo australiano è basato unicamente proprio su una qualifica. Ora però dobbiamo un attimo differenziare. Si può avere una qualifica ottenuta in Italia e si può avere una qualifica ottenuta in Australia.

Se avete una qualifica italiana, anche una laurea, ma non avete un tubo di esperienza nel settore per cui siete qualificati e arrivate qui magari con un Working Holiday Visa, preparatevi a ricevere parecchie porte in faccia. Attenzione però, è tutto relativo. Conosco di persona alcuni ragazzi che sono stati assunti anche se non avevano esperienza e neppure un gran livello di inglese. L’unica cosa che avevano era una qualifica italiana molto particolare per la quale qui nessuno si mette a studiare. Buttateci dentro anche una gran passione per quel lavoro, tanta voglia di riuscire e avete una sponsorizzazione.

Se invece arrivate qui e fate come abbiamo fatto noi, ovvero studiare (però studiare con una logica, non scegliendo corsi a cavolo), potreste avere due tipi di vantaggio:

  1. a livello dei visti che potreste richiedere per rimanere qui dopo gli studi (argomento super stra-trattato nel MANUALE PER EMIGRARE IN AUSTRALIA che ho appena pubblicato – * piccolo spazio pubblicità)
  2. con i datori di lavoro che  vi valuteranno in modo diverso rispetto ad una persona che si presenta con la stessa qualifica ottenuta fuori dall’Australia, supponendo entrambi senza esperienza lavorativa

Però anche nel caso di una qualifica australiana è tutto relativo e soggettivo. Il mio compagno ci ha messo un paio di mesi per riuscire a farsi assumere dopo la fine del suo corso . Zero esperienza nel settore, non eravamo ancora sotto un visto permanente ma ha avuto una bella sfacciataggine e aveva dalla sua parte la VOLONTA’ di far valere tutto quello che avevamo affrontato fino a quel momento.  Ha funzionato, per altri non è stato e non è così. In questo caso la qualifica è bastata, anche senza esperienza o visto permanente.

Quello che penso io quindi?

No, non basta solo una qualifica.

Non basta arrivare qui saltellando e sventolando un attestato di laurea ottenuto in Italia. Non basta neppure che la otteniate qui. Non è così semplice.

E’ l’insieme di diverse cose che vi porterà ad ottenere quello che volete.
– Attitudine personale
– Livello di inglese
– Qualifica
– Esperienza lavorativa
– Culo
– Voglia di cambiare davvero la propria vita

A volte prevarica una sopra un’altra e vi fa vincere. A volte non c’è bisogno di una perché le altre bilanciano. A volte servono tutte. A volte si fallisce anche avendo tutte.

Cambiare paese è un impegno, i sogni non si realizzano schioccando le dita. Ci vuole una buona base di masochismo, voglia di affrontare cose nuove, di mettersi alla prova, di accettare di mandare giù rospi grandi come un castello, di cambiare rotta, di ammettere che le cose non sono così semplici come si immaginava all’inizio, di essere pronti a sentirsi dire tanti no, di non pensare che tutto è dovuto, di non aspettarsi che senza le capacità giuste troverete lavoro.

Se potessi però farvi entrare dentro la mia testa, anche solo per un minuto, e farvi vivere con i miei occhi quello che vivo io, farvi sentire la mia felicità, farvi ripercorrere quello che ho passato e farvi respirare la stima che ho per questo paese, allora capireste perché secondo me ne vale indubbiamente, assolutamente, inequivocabilmente la pena.

Ma come ho detto, è tutto relativo.

Francesca

There are 20 comments

  1. Ciao Francesca,
    Innanzitutto ti faccio i complimenti per il blog, chiarissimo, diretto ed esaustivo.
    Userò tantissimi dei tuoi consigli perché ho intenzione di venire in Australia a ottobre 2016, devo sistemare un pò di burocrazia qui nonché mettere via gli ultimi spicci “extra” (ho religiosamente letto requisiti e consigli, ma preferisco partire uno o due mesi dopo con qualcosa in più in tasca piuttosto che con qualcosa in meno).
    Magari questo commento ti sembrerà inutile, però apporto una briciola di esperienza personale… ho vissuto in vari Paesi del mondo, tra cui Spagna, Germania e Russia, e posso tranquillamente dire che quello che hai scritto è valido per qualsiasi Paese del mondo. Magari qualcuno è indeciso se andare in Australia o da un’altra parte, ma lo spirito di adattamento, la forza di volontà, parlare la lingua del Paese in cui si decide di andare sono “conditio sine qua non” dalle Alpi alle Ande :) E anche un pizzico del famoso “culo” non fa mai male.
    Detto questo, ti chiedo se sai se il traduttore sia una professione richiesta in Australia, e se conosci qualcuno che lavora o ha avuto esperienze di lavoro in Immigration / Customs. Te lo chiedo perché ho una laurea in interpretazione e traduzione per inglese, tedesco, spagnolo e russo (oltre all’italiano). In Europa siamo abituati alla Babele di lingue, ma non so se in Australia questo mi possa essere utile…
    Ti ringrazio fin da ora per la tua risposta e ti auguro tutto il meglio!

    1. Ciao Giorgia, grazie per i complimenti e per aver lasciato la tua esperienza personale.
      Per fare il traduttore in Australia bisogna essere registrati a NAATI, trovi info qui http://naati.com.au/. Che ci sia lavoro o no onestamente non te lo so dire con esattezza!
      In bocca al lupo :-)

  2. Complimento ottimo articolo, secondo me dice io che tante agenzie si “rifiutano” di direquando si fanno domande un po mirate!!

  3. Ciao Francesca,
    innanzi tutto complimenti per questo sito che, tra quelli che sto frequentando in questo periodo, è in assoluto quello fatto meglio. Pochi fronzoli e dritto al punto. Più chiaro di così…

    Io e mio marito abbiamo 33 anni e due bimbi piccoli (4 anni e 11 mesi), inutile che sto a dirti i motivi per cui vogliamo espatriare perché immagino tu li conosca perfettamente però vorrei da te un consiglio spassionato: secondo te si può fare?
    Ammesse la voglia, la determinazione, a forza di volontà, gli sforzi e tutto.. se fossi una tua amica e ti dicessi di voler lasciare due lavori sicuri, vendere casa e macchine, prendere i figli e partire tu cosa mi diresti? Sia a livello di ottenimento dei visti che di possibilità a rimanere.
    Siamo dei pazzi e faremmo meglio a richiudere il sogno nel cassetto e accontentarci di quello che abbiamo qui? (Che ammetto essere tanto, rispetto a molti nostri coetanei..)

    Spero che tu mi risponda e illumini un po’ il buio in cui stiamo brancolando!
    Marta :)

    1. Ciao Marta, grazie per le tue parole!
      Allora, prima di lasciare lavori, vendere tutto etc etc…mi informerei molto bene sulle effettive possibilità che avete. Ogni caso è diverso e non posso dirti se potreste farcela o no. I visti per rimanere qui possono essere facili o difficili da ottenere a seconda del singolo individuo, delle sue qualifiche, della sua esperienza lavorativa, del suo livello di inglese. Non so se hai già visto il nuovo manuale che ho scritto, proprio sui visti australiani e come poter emigrare in Australia, credo potrebbe esservi molto utile!
      In bocca al lupo

  4. Ciao Francesca! Bellissimo website, complimenti!
    Convenevoli a parte…sono una giovane ragazza di 18 anni e frequento l’ultimo anno presso un istituto tecnico turistico. E’ già da qualche mese che sto prendendo in considerazione l’idea di partire per l’Australia (lo so, può sembrare un capriccio adolescenziale il mio, di una ragazzina che non sa ancora quello che vuole e tutto il resto), però perchè no? Ovviamente dopo essermi diplomata ho intenzione di mettermi subito a lavorare in modo da permettermi di poter coprire le spese burocratiche e quelle necessarie per almeno i primi mesi di soggiorno…però ancora non so bene cosa cerco veramente da questa esperienza, che visto scegliere, se rimanere temporaneamente o a tempo indeterminato…
    Ora la mia domanda è: con un semplice diploma come il mio ho qualche speranza di sopravvivere? Premetto che ho superato l’esame FCE con 77/100 pertanto la lingua non è uno dei miei problemi principali e ho un forte spirito di adattamento (10 anni di scoutismo saranno pur serviti a qualcosa!!). Però ho paura che la mia inesperienza in campo lavorativo (ho lavorato solamente d’estate in un centro estivo con tantissimi bambini e ho fatto un tirocinio di un mese presso un hotel) e la mia giovane età possano frenarmi o comunque sia che possano essere un impedimento.
    Mi sono voluta rivolgere a te perchè vedo che i tuoi consigli sono veramente utili e la tua esperienza mi è di ispirazione.
    Se hai qualche consiglio, qualche dritta sono ben disposta a farne tesoro!
    Grazie dell’attenzione e scusa per il papiro :*

    1. Ciao Marta, grazie per i complimenti!
      Avere poca esperienza lavorativa è uno svantaggio in qualsiasi paese del mondo. Sono sicura però che se davvero vuoi cambiare troverai il modo di farlo, ad esempio studiando e specializzandoti in qualcosa qui in Australia.
      Un grosso in bocca al lupo!

  5. bellissimo blog, scritto chiaro e divertente per tutti, ho superato il tuo “test” ed ovviamente avevo già in mano la risposta!!
    Ho moglie australiana e mio figlio di 11 anni australiano per discendenza materna…resto io che sono ancora italiano….ma vediamo se riesco a partire fra 3 anni e creare qualcosa là! nel frattempo ti seguo e ti chiederei se qualche articolo tuo poi posso linkarlo sul mio blog.
    grazie ancora
    .max

    1. Ciao Max, grazie per le tue parole!
      Se tua moglie è australiana potete fare un visto partner, non dovrebbe essere troppo difficile ottenerlo dato che siete sposati. Una volta che hai il visto puoi venire in Australia e lavorare legalmente quanto vuoi e più avanti diventare cittadino anche tu.
      Certo, puoi linkarlo tranquillamente, non c’è neanche bisogno di chiederlo!
      In bocca al lupo

  6. Grazie mille Francesca…

    È frustrante scoprire di essere “vecchio” a soli 39 anni… Un po’ di esperienza di volo ce l’ho: proverò con la sponsorship!

    Baci dall’Italia!

    Marco

  7. Buongiorno Francesca sono il padre di un ragazzo di 23 anni che da febbraio di quest’anno vive e lavora a Perth.
    Innanzituto volevo farle i complimenti per il modo con cui tiene questo blog(si dice così?)
    chiaro e di facile comprensione.
    Vengo alla domanda che volevo porle…Gianluca(mio figlio) rientrerà in Italia il mese prossimo dopo una bellissima esperienza (lui è innamorato di questo paese a tal punto che …io e mia moglie avevamo paura che non ritornasse più in Italia!!) e volevamo sapere cosa deve fare per poter lasciare il paese “in regola” (con il datore di lavoro e la banca dove ha aperto un conto) ci ha parlato di super annuation (che abbiamo capito cos’è dal suo articolo) e tax returns che gli daranno fra sei settimane …ma lui ritorna il 17/12!!come fà a riceverlo se è già qui in Italia?
    Non sò se sono stato chiaro nell’esporre la domanda…spero che possa darci un consiglio in merito
    la ringrazio anticipatamente e le auguro tutto il bene possibile
    good luck! gianni

    1. Ciao Gianni, grazie per i complimenti! Potrebbe lasciare il conto aperto in Australia, aspettare che arrivino i soldi del tax return, spostarli sul proprio conto italiano e poi chiudere quello australiano. Non penso sia un problema chiudere il conto dall’estero, dovrebbe chiedere alla propria banca.
      Saluti!

      1. grazie Francesca ma deve lasciare alla banca in australia i dati della banca dove ha il suo conto in italia per fare lo spostamento?
        ah a proposito …buon viaggio in Thailandia ,penso che rivedere i propri genitori dopo così tanto tempo debba essere per te una gioia enorme…
        auguro a te ed ai tuoi cari un Sereno Natale e un Felicissimo Anno Nuovo

  8. Cara Francesca,
    Dell’euforia e l’entusiasmo che tu provi per quello splendido e unico Paese che è l’Australia, io ne so qualcosa. Qualche anno fa, quando pure io mi trovavo la e non volevo fare rientro in Italia, avevo la sensazione di essere nel Paese perfetto, dove tutto si può, basta volerlo.
    Poi e purtroppo le vicissitudini della vita mi hanno portato a fare, forse, scelte sbagliate, non ultima quella di avventurarmi con un’attività in Italia ed è stato davvero un enorme errore, assieme a tanta perdita di tempo e di forze. Avrei dovuto rifare un nuovo biglietto per l’Australia e senza tante domande e invece ho scelto la strada, apparentemente, pèiù facile ma che poi si è rivelata dissestata.
    Comunque ci sto sempre pensando:mollare tutto e partire,,magari con qualche risparmio messo da parte,,,prima che lo Stato italiano , ladro per eccellenza, ci pensi lui con nuove tasse e tassette,,grazie.

  9. Per chi gli obbiettivi deve guadagnarseli quotidianamente, quello che tu stai dicendo rientra nell’ ordinarietà delle cose da fare, con ciò non voglio assolutamente sminuire l’utilità delle tue informazioni che talvolta sono state preziose. Ciao e buon lavoro

    1. Grazie Paolo, però per tanta gente non è così. Molti sono convinti che arrivare qui sia come sbarcare in paradiso, che la realizzazione degli obiettivi avviene schioccando le dita. E onestamente, avendo provato sia a vivere in Italia che in Australia, la fatica e l’impegno che si devono mettere per poter rimanere in un paese che non è quello tuo di nascita sono ben diversi e a parer mio è molto più difficile. Sono sempre punti di vista personali!

  10. Ciao Francesca,
    Complimenti! Complimenti per la forza che hai nell’ammettere quanto è difficile tenere un blog ed essere “presente” per i tuoi lettori…

    Ho iniziato a seguirti dopo una ricerca su Internet perché ho “una qualifica” e vorrei trasferirmi in Australia (ma va?!?!)…

    Ho una licenza di volo commerciale americana per elicotteri ed ho pensato:
    “Sono un caso raro, mi chiameranno subito!”

    Quindi ho contattato una scuola sulla Gold Coast per la conversione ed in un mesetto potrei ottenere il titolo australiano…

    Ma…. Poi e solo poi ho consultato il sito dell’immigrazione ed ho scoperto che sono… VECCHIO!!!

    Ho 39 anni e tra qualche mese (marzo 2015) il mio punteggio non arriverà più a 60 perché perderò ben 10 punti a causa dell’età!

    Secondo te… La mia “qualifica”, per quanto particolare, potrà sopperire all’handicap anagrafico?

    Grazie in anticipo per la risposta.
    Marco

    1. Ciao Marco, a livello di visti basati sul sistema a punti purtroppo non sopperirà. Che tra l’altro la tua qualifica è nella CSOL e non nella SOL quindi il visto indipendente che potresti richiedere è in realtà solo il 190 che è basato sulla nomination da parte di uno stato o territorio australiano.
      Quello che potresti fare è provare a farti assumere e sponsorizzare, supponendo che tu non abbia solo la qualifica ma anche parecchia esperienza e ore di volo. Ovviamente prendile come considerazioni mie personali e non come l’opinione di un’agente di immigrazione, perché non lo sono!
      Good luck

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