Negli ultimi giorni di gennaio 2026 c’è stata una serie insolita di attacchi di squalo lungo la costa del NSW, in particolare nell’area di Sydney.
Ecco gli episodi principali:
- 18 gennaio 2026 – Un ragazzo di circa 13 anni è stato attaccato da uno squalo mentre nuotava nel porto di Sydney (Shark Beach, Vaucluse) ed è stato trasportato in ospedale in condizioni critiche con gambe severamente martoriate.
- 19 gennaio 2026 – Una serie di tre attacchi in poco più di 24 ore:
- Un surfista di circa 20 anni è stato gravemente ferito alle gambe a North Steyne Beach, Manly.
- Un bimbo di 11 anni è stato buttato in acqua da uno squalo a Dee Why, ma è rimasto illeso.
- Il giorno precedente, un ragazzo di 12 anni è stato gravemente ferito a Nielsen Park.
- 20 gennaio 2026 – Un 39enne è stato morso da uno squalo a Point Plomer, vicino a Port Macquarie, la quarta segnalazione in pochi giorni.
In risposta, le autorità hanno chiuso decine di spiagge lungo le Northern Beaches di Sydney per precauzione.
Dove e perché succede: aree e cause
Gli attacchi recenti si sono concentrati principalmente nella zona del Nuovo Galles del Sud, in particolare attorno a Sydney (Manly, Dee Why, Vaucluse) e lungo la mid-north coast vicino a Port Macquarie.
Gli esperti e le autorità attribuiscono l’aumento di avvistamenti e incontri a diversi fattori:
- Acque torbide e miste di acqua dolce e salata dopo forti piogge, che attraggono prede e quindi predatori come gli squali toro (bull sharks).
- Temperature oceaniche più alte durante l’estate australe, che possono portare squali più vicino alla costa.
In condizioni di acqua torbida, gli squali possono avvicinarsi alla riva per seguire le prede, aumentando la probabilità di incontri accidentali.
I numeri reali: quanto è pericoloso davvero?
Nonostante l’allarme mediatico per questi eventi ravvicinati, gli attacchi di squalo in Australia restano rari in termini assoluti:
- Secondo dati ufficiali della Taronga Conservation Society Australia, la media annuale è di circa 20 attacchi di squalo non provocati all’anno, con meno di 3 fatalità.
- Per confronto, le annegamenti sulle spiagge australiane rappresentano una minaccia ben più comune per la sicurezza dei bagnanti.
Questi numeri mostrano che, pur essendo tragedie quando accadono, gli attacchi sono statisticamente rari rispetto al totale delle persone che frequentano spiagge e acque costiere ogni anno.
Come essere shark smart: consigli per ridurre i rischi
É importante ricordare che non si può eliminare completamente ogni rischio, ma ci sono molte buone pratiche per minimizzarlo:
Evita queste condizioni
- Acqua torbida o mista dopo piogge abbondanti (il rischio aumenta perché gli squali seguono i pesci).
- Dawn & dusk (alba e tramonto) – gli squali sono più attivi in questi periodi.
- Nuotare in zone isolate o non protette da reti.
Fai invece…
- Nuota o fai surf in aree pattugliate da bagnini e con reti o barriere di protezione.
- Segui gli avvisi locali e chiusure di spiagge emessi da Surf Life Saving e autorità.
- Rimani in gruppi e non nuotare da solo, soprattutto lontano dalla riva.
- Scarica app come “shark smart” in quanto molti squali sono taggati con microchip e si possono vedere i loro spostamenti
- Avvisa sempre amici e parenti dove ti trovi, se pensi di andare a fare il bagno o surf cosi che possano sapere sempre dove sei e non preoccuparsi in situazioni simili.
Consigli pratici
- Evita di entrare in acqua dopo forti piogge o quando c’è acqua molto torbida.
- Non nuotare vicino a banchi di pesci o dove si nota attività di uccelli marini (possono indicare presenza di prede e quindi di predatori).
- Usa sempre le aree supervisionate dai bagnini.
Queste precauzioni non solo riducono il rischio di incontri indesiderati con squali, ma migliorano anche la tua sicurezza generale in mare.


