Come si cambia nel vivere in Australia

Ogni anno milioni di immigrati arrivano in Australia con l’intenzione di crearsi una nuova vita. Qualcuno ci riesce, qualcun altro purtroppo no. Le ragioni potrebbero essere così tante che servirebbe un intero articolo solo su quello e non è ciò di cui vorrei parlare oggi.

Ogni gruppo etnico affronta la migrazione in modo diverso per via del proprio baglio culturale. Tutti però considerano l’Australia come una terra di opportunità migliori. Ma è davvero così?

Indipendenza economica

Al primo posto tra le positività che si riscontrano in Australia c’è apparentemente l’indipendenza economica che questo Paese permette. Molti di noi – e anche io mi ci metto – iniziano la loro avventura con il visto Working Holiday Visa, quindi hanno un’età che va dai 18 ai 30 anni. Quanti di loro in Italia sono economicamente indipendenti dai loro genitori? Pochissimi, infatti secondo uno studio del 2017 quasi il 70% dei giovani tra i 18 e i 34 dipende ancora dai genitori per sopravvivere.

Qui questo “lusso” non te lo puoi permettere e per fortuna non ne hai neanche la necessità. Con la buona volontà che tutti tirano fuori quando sbarcano dall’aereo si riesce nel giro di poco a trovare un lavoro, che sicuramente non ti fa comprare una Ferrari, ma ti basta comunque per vivere più che degnamente: vitto e alloggio sono coperti.

Nel giro di poco poi si capisce il sistema ed ecco che allora non solo i bisogni ma anche un po’ di desideri trovano soddisfazione. Ed ecco che i primi segni della positività che l’Australia può portare emergono: non ti senti più dipendente da qualcuno, ma inizi a dipendere dalla tua intraprendenza e questo, inevitabilmente, porta coraggio.

Coraggio

Con il coraggio, cambia la visione della quotidianità. Ormai la comfort zone l’abbiamo lasciata alle spalle, quindi cosa ci impedisce di provare sempre qualcosa di più? Di spingerci un pochino più in la per testare la nostra bravura, la nostra fortuna e le nostre qualità?

Serenità

A questo proposito, mi ricorderò sempre le parole che un carissimo amico mi ha detto quando l’ho recuperato all’aeroporto. Lui e la compagna sono tornati in Australia per la seconda volta. Avevano già avuto una prima esperienza anni fa, poi un’ottima occasione imprenditoriale gli si è presentata e sono tornati in Italia. Dopo altri anni passati a casa però qualcosa non tornava. Lui mi dice sempre che la leggerezza di vivere che aveva quando stava in Australia gli era sparita. Che la tranquillità con cui affrontava le giornate era come svanita, assorbita dalla frenesia, caos, preoccupazione che la società creava.

Riorganizzazione delle priorità

Uno degli aspetti che amo dell’Australia è la possibilità di scegliere le proprie battaglie grazie all’atteggiamento easy going che gli australiani adottano. Attenzione: non si tratta ne di menefreghismo ne tanto meno di egoismo, ma è una questione di ribilanciare le proprie priorità. Quando qualcosa va storto, chiedetevi: ne vale la pena arrabbiarsi per questa cosa? Le azioni di questa persona hanno influenza negativa sulla mia vita? Se mi mangio il fegato e mi lamento con atteggiamento polemico su qualcosa, starò meglio? Se la risposta è no allora probabilmente capite da soli che l’approccio alle giornate va rivisto… la mia impressione è che in Australia siamo così concentrati a raggiungere i nostri obiettivi che le energie vengono incanalate in quello e non in sterili polemiche e battaglie da tastiera. Come dicevo, questione di priorità.

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Tra le priorità nel costruire una nuova vita a 13000 km di distanza c’è anche quella di costruirsi una rete sociale su cui cadere quando non è proprio tutto rose e fiori… sapete la cosa bella qual è? Che – complice la distanza – è più facile scegliersi la propria compagnia, le nostre persone. Incontrare gente nuova, conoscersi, capirsi e se c’è spazio per la nascita e la coltivazione di un’amicizia go for it. Altrimenti, no hard feelings.

Ah, un’altra cosa che vi verrà normale in Australia sarà non riuscire più a parlare un’unica lingua, come potete notare… certe cose hanno so much more sense in inglese!

Si, peró…

Comunque, siamo onesti: l’Australia non solo da… ma toglie anche. Gli stessi 13000 km di distanza che vi daranno coraggio, determinazione ed intraprendenza saranno responsabili per momenti di down incredibile e ansie che psicologopropriospostati. Ma…that’s the life.

Certo, questa è la mia esperienza ovviamente. Sono sicura che tu che stai leggendo hai avuto un’impressione differente. Se ti andasse di commentare questo post con la tua versione potremmo dare svariati lati della medaglia a chi ci sta pensando!