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Visti di sponsorizzazione: il settore dell’ospitalità

16 thoughts on “Visti di sponsorizzazione: il settore dell’ospitalità”

  1. Giuliano says:

    Gentile Francesca,
    io faccio parte dei lavoratori della categoria turismo, sono un addetto a ricevimento con 11 anni di esperienza, posso anche propormi come caporicevimento, vorrei sapere se ne sai qualcosa o se la mia qualifica professionale è cercata o meno. A quanto sapevo essendo equiparato a un lavoro impiegatizio è praticamente impossibile trovare lavoro in australia dall’italia, altra domanda che volevo fare è si può venire in australia con un visto turistico e cercare lavoro e poi tornarci una volta che si trova chi sponsorizza?
    Poi rispondermi alla email?
    Cordialmente
    Giuliano

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Ciao Giuliano, ufficialmente il visto turistico non è fatto per cercare lavoro, però nessuno di vieta di buttare un occhio in giro.
      Non sono esperta del tuo settore, mi dispiace!
      In bocca al lupo

  2. Federico says:

    Ciao Francesca,quest’articolo è molto interessante,come gli altri che hai pubblicato….ti seguo gia da diverso tempo ho letto i tuoi libri,che mi hanno coinvolto a volte anche emotivamente,ti faccio i miei complimenti anche a mr Big,non capisco i commenti di Rosa,forse è capitata per caso su questo blog ed era il suo primo articolo,forse non conosce la tua storia,ne i sacrifici che avete fatto……..cmq volevo dire che io personalmente sceglierei sempre di fare un percorso simile al vostro,un paese che a 28-29 anni ti da ancora la possibilità di studiare e soprattutto di entrare nel mondo del lavoro in un segmento più alto della società deve essere sfruttata al meglio possibile,se “pulisco i cessi”(ogni lavoro al mondo da DIGNITA’)in italia che senso ha venire in Australia a “pulire i cessi?”credo la forma sia la stessa……se vuoi cambiare devi volerlo fare in tutto e cercare di migliorare la propria posizione….crearsi il sogno australiano………bisognerebbe prendere il meglio e il più possibile da questo blog come insegnamento…….continua cosi Francesca…..a noi piaci cosi’

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Ciao Federico, grazie infinite per le tue parole e il supporto, ne ho davvero bisogno!
      Concordo con quello che hai scritto, anch’io rifarei il nostro stesso percorso però è anche giusto mettersi a guardare le cose da una prospettiva diversa e offrire possibilità e informazioni a tutti, indipendentemente da cosa si scelga di fare.
      Come ho già scritto in risposta ad alcuni commenti su Facebook, non considero assolutamente certi lavori come di seconda classe, né discrimino. Ognuno sceglie la propria strada e di conseguenza la propria vita. A me non importa il lavoro che fanno le altre persone, ho grande rispetto per chiunque lavori, l’importante è che siano felici e che ognuno rispetti le decisioni degli altri senza giudicare e senza invidia.
      Grazie ancora!!!

  3. Irene says:

    Ciao Francesca, congratulazioni per il blog pieno di info utili specie per le persone che lavorano nell’ospitalità. La generosità, vedo, è una delle tue caratteristiche.

    Io sono una pensionata italiana, ottima conoscenza delle lingue francese e inglese, già ospite della meravigliosa Australia (più precisamente South Melbourne) per cinque volte, una delle quali per circa un anno, in visita alla mia anziana mamma (che non c’è più).

    Ora vorrei tornarci in pianta stabile, (cos’è il PR?), ma mi domando se c’è questa possibilità per una pensionata? Che tipo di visto bisogna chiedere? Come farmi “sponsorizzare” visto che i miei pochi ma cari amici australiani NON sono proprio benestanti? Sarà possibile, eventualmente, lavorare occasionalmente ma NON tutto l’anno? (marketing, Pubbliche Relazioni, insegnamento lingue, attività online, COUNSELLING (master canadese). (Ma anche baby-sitting, ecc)
    Immagino che sarai oberata di impegni, ma ti sarei veramente grata se potessi trovare
    qualche minuto anche per me.

    GRAZIE ! Irene

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Ciao Irene, grazie per le tue parole!
      Ho risposto proprio ieri ad una domanda simile nel forum.
      Esiste l’investor retirement visa – subclass 405 ma ottenerlo non è molto semplice. Come dice già il nome del visto c’è di mezzo un investimento, e non di poco, e consente di lavorare per un massimo di 40 ore bisettimanali.
      I visti di sponsorizzazione hanno un limite di età massimo fissato a 50 anni (ci sono le eccezioni però per certe categorie di persone) perciò non credo che tu possa chiederlo.
      Non posso spiegare tutti i requisiti e i dettagli del visto per pensionati, se vuoi puoi approfondire leggendo la pagina ufficiale del governo o il manuale sui visti che ho scritto.
      Un grosso in bocca al lupo!

  4. Rosa says:

    Non sapevo esistesse la possibilità di ottenere la PR “pulendo cessi” come dice lei. Qualcosa non torna. Il punto è che non tutti hanno la fortuna di dipendere dal visto di qualcun altro come nel tuo caso, quindi si adattano a fare qualsiasi lavoro purché possano ottenere lo sponsor ed in futuro la PR e pianificare il proprio futuro qui.

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      A me sfugge invece la tua cattiveria nei miei confronti. Mi sono adattata anch’io a fare qualsiasi lavoro, nello specifico pulire cessi, per poter pagare la scuola che mio marito ha frequentato e successivamente il visto che abbiamo richiesto. Non sarò stata io a richiedere come applicante primario il permanent, ma per noi è una conquista di entrambi, non solo di uno dei due. Mi dispiace che tu non lo capisca ma dal tuo atteggiamento non mi sorprende neppure molto. Buona fortuna nel tuo percorso.

      1. Immigrata allo Sbaraglio says:

        Dimenticavo, il tuo prossimo commento verrà eliminato perché non ritengo che tu stia contribuendo in maniera positiva al blog, perciò non fare neppure la fatica di replicare nuovamente.

    2. Giulio says:

      Ciao Rosa, potresti specificare cosa vuoi dire con “scrivere finti articoli”? E’ da molto tempo che seguo Francesca e se c’e’ una cosa che non ho mai visto sono appunto finti articoli. Ogni cosa che scrive e’ sempre accompagnato da fonti ufficiali, cosa che spesso, o quasi sempre, non si trova su altri siti. Quindi su questo punto non riesco proprio a capire quello che intendi.
      Devo darti ragione sull’impossibilita’ d’ottenere la PR pulendo cessi, ma se tu avessi letto anche minimamente il blog avresti compreso il suo vero significato. Francesca e il suo compagno si sono dati da fare per due anni, pulendo cessi, così’ da potersi pagare gli studi, qualificarsi e ottenere il visto permanente. Non riesco proprio a capire il tuo accanimento nei suoi confronti, ma purtroppo l’invidia porta fuori il lato peggiore delle persone. Se posso darti un piccolo consiglio sarebbe quello di leggere “La storia di un’immigrata allo sbaraglio”, sono sicuro che in seguito le tue considerazioni saranno molto diverse.

  5. Rosa says:

    La signorina Francesca ora discrimina anche… Troppo facile prendere un visto permanente passando tutto il giorno a scrivere finti articoli… Ah ma lei ha il defacto.

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Finti articoli? Defacto? Il visto permanente non l’ho ottenuto scrivendo articoli tutto il giorno ma pulendo cessi per due anni e non ho il defacto. A prescindere da questa precisazione mi piacerebbe capire perché pensi che siano finti i post che scrivo, quando tra l’altro metto i link alle fonti ufficiali. Ah, non sono signorina ma signora, grazie.

  6. ile says:

    La decisione di vivere l’ Australia in un modo piuttosto che in un altro ovviamente dipende molto anche dall’età e di conseguenza dal visto. Personalmente potendomi permettere di applicare solamente per lo student ho deciso di avviare un percorso abbastanza specifico piuttosto che scegliere un qualsiasi corso che mi permettesse di vivere un’esperienza di breve durata – o chissà magari ugualmente lunga, ma con aspettative diverse -, eppure relativamente costosa se si considera che i corsi abbiano il loro costo. In questo sono più vicina alla tua esperienza.
    Senza considerare che chi ha 30 anni ha quasi sicuramente voglia ed esigenza di avere un quadro chiaro. Se avessi avuto 20 anni molto volentieri avrei fatto un’esperienza molto più libera tale da girare anche più posti, mentre la scuola adesso mi lega a una città per tutta la sua durata. Inoltre ho ragionato molto sull’offerta in base alle mie qualifiche e mi sono resa conto che avere un diploma potrà aiutarmi sicuramente ad affermarmi come chef. Inoltre con il temporary graduate visa 485 posso restare altri 18 mesi full time o applicare per lo skilled e andare in altri paesi.

    Per quanto riguarda lo sponsor come cameriere non so se sono d’accordo: io ho scelto l’ Australia proprio perché il settore dell’hospitality è forte e di conseguenza avere uno sponsor nel campo è quello che m’interessa. Ovvio che nel mio caso praticando come chef sia diverso, ma la mia formazione è stata innanzitutto di cameriera fino a diventare maitre e in quanto tale lo stipendio è ottimo.
    Forse ti riferisci a chi si trova “incastrato” a fare un lavoro che non gli piace, ma do per scontato che chi è giovane ha sempre tempo ed energie per poter cambiare – me lo auguro almeno -, mentre chi come me ha più di 30 anni è il caso che si faccia bene i conti prima di partire e sappia cosa ha da offrirgli il paese che lo ospita. E’ assolutamente vero che non sempre sia possibile ottenere il lavoro per cui si è qualificati e lì bisogna fare una scelta: restare pur facendo ciò che non piace – e poi chissà – o tentare e ritentare e se va male rifare i bagagli? Se poi c’è una famiglia di mezzo bisogna farseli MOLTO bene i conti.

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Concordo su tutto!
      Unica cosa…non mi riferisco a chi si ritrova “incastrato”, ma a chi decide volontariamente di non investire in un corso di studi pur non avendo qualifiche o esperienza lavorativa significante, nonostante il fatto di studiare potrebbe agevolare nella richiesta di un visto e nella propria carriera lavorativa. Ce ne sono molte di persone così e nonostante non sia completamente d’accordo con questo punto di vista, ho voluto cercare di scrivere qualcosa anche per loro e in ogni caso per tutti quelli nel settore dell’ospitalità!
      In bocca al lupo per il tuo corso di studi :-)

  7. Angelo says:

    Congrats Francesca!

    Ottimo lavoro come sempre! Effettivamente, anche io se dovessi emigrare in Australia lo farei con in testa l’obbiettivo di costruirmi una carriera lavorativa soddisfacente.
    Tuttavia è bene valutare anche altre aspirazioni e vagliare ogni possibilità per poter restare in quell’angolo di paradiso, compresa quella di lavorare per il settore dell’ospitalità.

    Grazie per le informazioni, hai dettagliato in maniera efficiente senza appesantire la lettura.

    Un abbraccio!
    Angelo

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Grazie Angelo, l’intento era proprio quello di osservare la questione da un altro punto di vista, successivamente mi sono ritrovata a scoprire altre cose che penso possano dare un barlume di speranza a tutti quelli che vorrebbero trovare un lavoro nel settore hospitality, come chef, cuoco, barman e via dicendo, a prescindere dal discorso cameriere!
      Un bacio

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