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Rinnovare il Working Holiday Visa: brutte notizie all’orizzonte

E ci siamo…sapevo che sarebbe arrivato questo momento, prima o poi. Le cose stanno iniziando a cambiare per chiunque venga in Australia con Working Holiday Visa e voglia rinnovare il visto per il secondo anno.

Sono in ritardo di qualche giorno sulla notizia, per fortuna ci siete sempre voi che mi scrivete e avvisate quando sentite qualcosa di nuovo, perciò questa volta grazie a Valentina :-)

Faccio una breve spiegazione per chiunque non abbia idea di cosa sia il Working Holiday Visa o di come rinnovarlo, per tutti gli altri potete saltare a qualche frase più giù.

4 parole sul  Working Holiday Visa

Il WHV è un visto lavoro-vacanza della durata di un anno. Lo si può richiedere se si rientra tra i 18 e i 31 anni di età non compiuti e permette di vivere e lavorare in Australia.

Il concetto alla base di questo visto è quello di permettere ai giovani di venire in Australia, visitarla e pagarsi le spese di viaggio lavorando ovunque si voglia. C’è anche la possibilità di rinnovare il visto per un secondo anno sotto alcune condizioni: il limite di età deve essere nuovamente rispettato e nell’arco del primo WHV bisogna aver lavorato per un periodo totale di 88 giorni in una zona considerata regionale e svolgendo alcune tipologie di lavoro definite come “specifiche”.

Tra i lavori specifici ci sono alcune mansioni che vengono svolte nelle fattorie australiane (farms) che nella maggior parte dei casi si trovano proprio in aree regionali, dette anche rurali. Per questo la maggior parte delle persone che arriva con Working Holiday Visa si dirige in fattorie per accumulare gli 88 giorni e poter successivamente rinnovare il visto.

Di tutto questo discorso di rinnovo del Working Holiday Visa fa parte anche il woofing, ovvero lavoro di volontariato svolto in fattorie. Parecchie persone si affidano all’associazione che si occupa di organizzare il woofing per riuscire a trovare facilmente un posto di lavoro. Il sistema è infatti organizzato in modo tale che è possibile muoversi in anticipo per sapere già dove andare a lavorare. In cambio del lavoro si hanno vitto e alloggio e naturalmente la possibilità di rinnovare il visto.

Il volontariato non sarà più accettato

Il primo Maggio è stato rilasciato un comunicato ufficiale nel sito dell’immigrazione australiana, vi traduco le frasi principali:

Il lavoro di volontariato sotto il programma Working Holiday Visa non verrà più considerato come lavoro valido al fine del rinnovo del visto.

Gli arrangiamenti correnti possono portare ad un incentivo perverso, per chiunque possegga il visto, a sottostare a condizioni meno che accettabili per assicurarsi il secondo anno di visto.

I cambiamenti entreranno in vigore nei prossimi mesi.

Dopo aver letto il comunicato, che non spiega moltissimo, ho fatto un po’ di ricerca. Oltre ad articoli di giornale, anche in televisione sono stati fatti dei servizi sullo sfruttamento e sulle slave-like conditions (condizioni simili a schiavi) che sono state scoperte in alcune farm in Australia. La cosa non riguarda un paio di farm o qualche backpacker e basta, la situazione è molto più grave e ampia di quanto non si possa pensare.

Un’investigazione portata avanti da un programma della ABC, Four Corners, ha rivelato che cibo raccolto, impacchettato e processato da lavoratori sfruttati viene venduto ai consumatori in tutta la nazione. Il cibo include una grande varietà di vegetali e prodotti da pollame e tra i supermercati che li vendono rientrano Woolworths, Coles, Aldi, IGA, Costco e catene di fast food come KFC e Red Rooster. Chi vive in Australia o l’ha visitata ha ben presente questi nomi.

LEGGI ANCHE:  WHV: 1 Dicembre 2015, la paga deve rispettare la media del settore

I lavoratori sfruttati sono in Australia con Working Holiday Visa e provengono da paesi europei e asiatici. Secondo l’investigazione questi giovani sono stati maltrattati ripetutamente, tormentati e assaltati al lavoro. Alcune donne sono state bersaglio di abusi sessuali: è stato chiesto sesso o di svolgere favori sessuali in cambio di un visto.

Oltre ad abusi fisici e verbali, ci sono anche condizioni di stipendi sotto il minimo stabilito dalla legge, con un potenziale di centinaia di milioni di dollari di paghe rubate che svaniscono ogni anno.

Questo sfruttamento è largamente diffuso e in alcuni casi coinvolge racket organizzati.

Il problema non coinvolge “solo” questi poveri ragazzi maltrattati e sfruttati, ma anche i contadini che invece svolgono le cose seguendo le regole. Spesso perdono dei contratti di rifornimento per i supermercati perché quest’ultimi optano per fornitori più economici che sfruttano i lavoratori migranti (ovviamente all’insaputa dei supermercati).

L’investigazione ha messo a nudo un problema che in realtà esiste già da un po’ di tempo e che i vari governi degli ultimi anni sembrano non aver voluto affrontare. In un articolo di giornale hanno definito il Working Holiday Visa e lo sfruttamento di giovani da parte di contadini e in altri ambiti lavorativi, come un vaso di Pandora che non è mai stato voluto aprire. Nell’articolo accennano anche che la possibile soluzione potrebbe essere un nuovo tipo di visto pensato specificatamente per quelle persone che vogliono svolgere lavori low-skills, ovvero che non richiedono esperienze o qualifiche specifiche, ad esempio i lavori in farm.

Hanno ignorato il problema a lungo ma ora che è radicato e che coinvolge diversi dipartimenti come Fair Work, tassazione, governi locali, servizi di reclutamento e immigrazione, il governo non può più evitare la cosa: è finalmente giunto il momento di agire e smantellare questo sistema di sfruttamento.

La prima mossa è proprio quella di non accettare più il lavoro di volontariato ai fini del rinnovo del Working Holiday Visa. Le mosse che seguiranno sono ancora un mistero. L’importante è che le cose siano state scombussolate e che il problema sia stato esposto. Specifico che sarà ancora possibile fare del woofing, nessuno ve lo impedisce, solamente non verrà più accettato per rinnovare il visto Working Holiday.

Ancora non si sa quando inizieranno i cambiamenti, si pensa a Luglio con l’inizio del nuovo anno fiscale, ancora non è specificato se chi ha già svolto il lavoro di volontariato ma deve ancora rinnovare il WHV potrà comunque farlo (penso proprio di sì), insomma…ci sono ancora dei dettagli poco chiari.

La cosa importante è che siate avvisati: se pensavate di svolgere woofing per rinnovare il Working Holiday Visa lasciate stare perché nei prossimi mesi non verrà più accettato, se siete in una fattoria dove venite abusati andatevene via immediatamente e denunciate la cosa. Avevo già affrontato l’argomento nell’articolo “Lavorare nelle farm, woofing e il raccapricciante servizio di Striscia la Notizia” spero che anche con questo secondo articolo siate più preparati e pronti a non accettare certe condizioni di lavoro.

Divertente, seppur nella tristezza di queste notizie, pensare che non sono mai stata molto favorevole al woofing in Australia, tant’è che non ne ho neppur parlato nel manuale del Working Holiday Visa. Sesto senso forse? ;-)
Non accettarlo più per il rinnovo del Working Holiday non risolverà di certo la situazione, ci sono anche farm che non accettano lavoro di volontariato ma che comunque sfruttano e sottopagano i propri lavoratori. Però è pur sempre un inizio e questo inizio porterà a cambiamenti alle regole del Working Holiday Visa, magari anche ad una revisione totale del visto stesso.

LEGGI ANCHE:  Lavorare nelle farm, wwoofing e il raccapricciante servizio di Striscia alla Notizia

Perciò tenetevi pronti: nel prossimo periodo prevedo un po’ di montagne russe.

Se condividete l’articolo riusciamo ad avvisare un maggior numero di persone, non siate timidi!

Grazie come sempre per avermi letta e alla prossima,
Francesca

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12 thoughts on “Rinnovare il Working Holiday Visa: brutte notizie all’orizzonte”

  1. camilla says:

    Io non ho capito….il woofing è una cosa diversa dai lavori retribuiti come picker o packers?

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Il Wwoofing è lavoro di volontariato in fattorie, nelle fattorie puoi fare picker o packer e puoi farlo gratuitamente in cambio di vitto e alloggio (wwoofing) oppure con una retribuzione :-)

  2. Pingback: 31 Agosto 2015: il lavoro di volontariato non sarà più accettato
  3. Trackback: 31 Agosto 2015: il lavoro di volontariato non sarà più accettato
  4. Lorenzo says:

    Ciao Francesca,
    innanzitutto complimenti per il tuo sito e per l’articolo, davvero esplicativo e informativo. Da 2 anni ho nel cuore e nella mente questo paese di cui sono particolarmente attratto ma che purtroppo fino ad ora non ho avuto occasione di visitare, ma nonostante ciò cerco di seguire da qua le notizie relative all’Australia e spero entro fine Ottobre/primi Novembre di poter finalmente partire e realizzare questo sogno. Sogni personali apparte… Vorrei aggiungere anche un’altra cosa che (ahi noi) ho letto girovagando su internet e che molto probabilmente verrà attuata dal governo Aussie: Oltre alla già citata sospensione del volontariato (Woofing) e l’obbligo a coloro che intendono cercare lavoro per richiedere il secondo visto di fornire una valida busta paga dal proprio datore di lavoro per dimostrare di aver completato i requisiti lavorativi richiesti al fine del rinnovo del secondo WHV, verrà anche eliminata l’esenzione di 18.250 AUD ai backpackers e introdotta una tassazione del 32.5% a partire dal primo dollaro guadagnato, cosa significa? A quanto ho capito in pratica fino ad ora (o cmq fino a che non entrerà in vigore sta nuova legge) tutte le persone che entrano in Australia con WHV hanno diritto ad un esenzione fiscale fino a 18.250 AUD lordi guadagnati, il ministro del tesoro Australiano Joe Hockey però s’è fatto due conti e alla presentazione del bilancio economico Australiano 2015/2016 figura che l’Australia ogni anno, con questa esenzione, perde circa 500 milioni di $ dal momento che i backpackers non pagherebbero le tasse come tutti i residenti regolari, grazie a questa esenzione e dunque “accusati” di portare via ricchezza ai locali nel momento in cui ritornano in Italia o cmq si spostano da li con i soldi guadagnati Downunder. So di gente che pur di evitare i famosi 88 giorni di Farms sganciano circa 600/700$ a qualche farmer “compiacente” comprando letteralmente le scartoffie tanto agoniate e saltando dunque tutta la trafila mentre magari gironzolano per il paese senza lavoro e senza un obiettivo e gli esempi sono parecchi… Il tutto (stando alle fonti governative) dovrebbe entrare in vigore nell’anno fiscale del 1 Luglio 2016. Tradotto in parole povere significa che se già ora come ora è dura entrare in Australia con questo cambiamento sembrerebbe che non vogliono proprio far entrare nuova gente (addirittura qualcuno pensava di sospenderlo fino a risoluzione del problema). Come hai detto anche tu non credo sia questo il sistema giusto per arginare il problema come non mi sembra giusto che per colpa di qualche “furbetto” che ha cercato di utilizzare il visto in maniera impropria ora debbano rimetterci tutti. Ciao! :)

    Lorenzo

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Ciao Lorenzo, grazie per i complimenti! Ho spiegato la questione tasse in questo articolo http://vivereinaustralia.com/blog/tasse-working-holiday-visa-anno-2016/
      Non penso proprio sospenderanno il Working Holiday Visa, porta troppi soldi e sanno che anche con questi cambiamenti la gente continuerà a voler venire qui :-)

      1. Lorenzo says:

        Ciao Francesca, chiedo scusa per la disattenzione ma non mi ero proprio accorto del tuo articolo sulle tasse in Australia! xD
        Lo spero davvero che non sia cosi: io se Dio vuole vorrei partire a fine Ottobre e ulteriori complicazioni al già complicato sistema di immigrazione Australiano proprio non ci vorrebbero… D’altronde se veramente mettessero una tassazione del genere sui backpackers (in maggioranza già squattrinati in in partenza) invece di risolvere il problema alla fonte secondo me creerebbero soltanto un circolo vizioso di lavoro in nero perchè lavorando secondo legge sarebbe impossibile campare visti gli alti costi della vita laggiù. Bye mate, keep up with u’re useful updates! :)

        1. Immigrata allo Sbaraglio says:

          No worries Lorenzo!

  5. Pingback: Nuove tasse per i backpacker. Ma sono davvero nuove?
  6. Trackback: Nuove tasse per i backpacker. Ma sono davvero nuove?
  7. Mass says:

    Italiani brava gente,nessuno vi costringe a venie qua!
    In Australia si lavora ,cari italiani fannulloni!

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Questo commento non l’ho ben capito onestamente.

  8. Michela says:

    Ciao, anche io sono una dei tanti italiani che è in Australia in questo momento, fortunatamente sono già al secondo anno il che significa che il discorso farm l’ho già concluso.
    Purtroppo mi trovo parzialmente in disaccordo con te poiché per raggiungere gli 88 giorni di lavoro in farm io ho svolto anche 3 settimane di volontariato in un centro yoga nel NSW ed è stata un’esperienza fantastica che mi ha lasciato ricordi che saranno indimenticabili.
    La mia esperienza in farm è stata in un’azienda di produzione di pomodori nel QLD dove ho lavorato per circa due mesi e mezzo e anche questo è stato un periodo memorabile, famiglia padrone dell’azienda che ci trattò più che bene, con paga oraria, superannuation pagate e tasse pagate.
    Al momento mi trovo in un’altra grande farm dove produciamo insalata (non sto lavorando per completare gli 88 giorni ma solo per racimolare qualcosa e continuare a viaggiare) e ancora una volta mi sto trovando perfettamente bene! Paga oraria, tutte le tasse pagate, super pagata, trattamento equo da parte dei proprietari senza differenze tra backpackers e australiani…..
    Ora, ho visto il servizio della ABC Four Corners che citi all’inizio del tuo articolo. Beh, sono venuti anche nella mia farm circa tre settimane fa per realizzare il servizio ma alla fine non lo hanno fatto da noi perché volevano raccontare solo il negativo, quindi volevano trovare solo quelle farm dove le cose non vanno come dovrebbero…. io discuterei anche su questo. Ora, non so se il servizio in tv sia stato appunto pianificato per raccontare solo il negativo, lo sfruttamento di backpacker asiatici (soprattutto!) o se è stata una scelta guidata. A te il giudizio.
    Vorrei solo dire che la fortuna non c’entra, se cominci a lavorare in una farm e vieni trattato male, prendi e te ne vai. Invece ci sono persone “disperate”, vuoi per soldi, vuoi per la tempistica nel completare questi 88 giorni, che invece scelgono di rimanere e sottostare a paghe ridicole e sfruttamento sessuale ecc….

    Complimenti per il blog, molto interessante :)
    A presto
    Michela

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Ciao Michela, grazie mille per il tuo commento e per i complimenti!
      Mi sono basata su decisioni che l’immigrazione sta prendendo, questo articolo non è un’opinione mia personale :-)
      Nel comunicato ufficiale dicono chiaramente che vogliono cercare di evitare situazioni di sfruttamento e hanno deciso di sospendere la possibilità di rinnovare il visto facendo volontariato.
      Personalmente non mi trovo d’accordo con loro perché penso che il problema debba essere risolto in un altro modo. Spero che il governo prenda in mano la situazione facendo controlli a manetta e facendo chiudere quelle farm dove ci sono situazioni di sfruttamento. Hanno preso questa decisione veloce secondo me per dare un contentino, il problema è ben lontano dall’essere risolto.

      Il comunicato e il servizio in tv sono usciti praticamente contemporaneamente, per questo ho parlato di entrambi e non solo del comunicato. Certo, nel servizio vogliono far vedere solo il negativo, ma è quello il punto focale dell’investigazione. Se ci sono giovani che hanno denunciato situazioni spiacevoli, è normale che quelli dell’ABC vadano a cercare le farm in questione per vedere se è vero o no, le persone intelligenti sanno benissimo che non tutte le fattorie sono così!
      L’obiettivo dell’articolo era avvisare del cambiamento annunciato dal dipartimento in modo tale che chi sta pianificando di venire qui nei prossimi mesi e fare woofing per rinnovare il visto, possa essere preparato. Non ho voluto discutere del servizio (come invece ho fatto in un’altra occasione) perché sarei uscita di tema.
      E sono d’accordo con te sul fatto che se ti trovi male o vieni sfruttato prendi e vai via, ne avevo già ampiamente discusso in un articolo sempre sulle farm, http://vivereinaustralia.com/blog/lavorare-nelle-farm-woofing-australia/ e anche sul fatto che è pieno di fattorie dove la gente si trova benissimo, quelli che rimangono e si fanno sfruttare, magari neppure denunciando, se la vanno a cercare, questo è quello che penso!
      Grazie ancora per la tua opinione :-)

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