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Lavorare nelle farm, wwoofing e il raccapricciante servizio di Striscia alla Notizia

Sapete, ho un piccolo quadernino dove segno le idee che mi vengono in mente per gli articoli di questo blog. Ormai è da circa 2 mesi che ce ne sono un paio che aspettano di essere sviluppate e riguardano il wwoofing e il lavorare nelle farm (*fattorie).

Non sono argomenti che mi piacciono molto (due soli giorni a lavorare in una farm mi hanno segnato alla grande nel lontano 2010 ;-) ) però so che a molte persone interessano e vorrebbero avere maggiori informazioni al riguardo.

Settimana scorsa c’è stata la molla che mi ha spinto a voler finalmente affrontare questo argomento e la molla è stato un servizio andato in onda su Striscia la Notizia una ventina di giorni fa. Ho scritto anche un post su Facebook al riguardo e devo ammettere che non mi aspettavo una reazione così animata. Animata nel senso buono: stranamente non c’è stata alcuna polemica o discussione, cosa che invece mi aspettavo.

Questo articolo vuole collegarsi a quello che già volevo scrivere, al servizio di Striscia la Notizia e al voler spiegare meglio il mio pensiero.

Partirò da queste ultime due cose.

Il servizio di Striscia

Non metterò un link al servizio perché sarebbe come promuovere disinformazione. Non ho neppure intenzione di analizzare ogni singola frase che il ragazzo ha detto, anche se ho trovato diversi errori e parecchie informazioni incorrette. Voglio parlare più in generale.

Non nego assolutamente il fatto che in Australia possano accadere cose spiacevoli, come orribili condizioni di lavoro, stipendi miserabili e simili. L’ho sempre detto: non è il paese dei balocchi e neppure il paradiso in terra soprattutto quando ci sono di mezzo gli immigrati.

Il fastidioso prurito che quel servizio mi ha scatenato, e che sapevo prima o poi avrei grattato avidamente, è nato per il fatto che il ragazzo intervistato ha avuto il coraggio di dire: “Questa è l’Australia, questa è la vera Australia, quella dove non ti pagano” indicando sottili materassi (personalmente ho dormito su cose anche più sottili e in casa mia) e muri con muffa.

il sogno australianoIl titolo del servizio è “Il sogno australiano”.
Il sogno australiano per chi decide di partire non penso per niente sia quello di andare a lavorare in una farm. Non può esserlo.
Il sogno australiano è il voler ricominciare in un nuovo paese, un paese che si dice essere giovane e tollerante, dinamico e innovativo, multietnico e ricco di possibilità. Un paese dove chi lo vuole può crearsi la vita che ha sempre desiderato.

Non può essere una passeggiata, quando mai lo è. Non si può pretendere di arrivare qui e trovare tutto pronto. Il sogno australiano è anche il credere che in un paese dove c’è meritocrazia si riesca ad emergere, dal basso e in silenzio. Non sgomitando addosso ad altre persone ma tenendo stretti i denti e guardando in avanti, imperterriti verso la propria meta.

L’ho fatto io, l’ha fatto il mio compagno, l’hanno fatto tantissime altre persone e quelle che davvero l’hanno voluto ce l’hanno fatta. Alcuni si lamentano del fatto che se qui non studi non riesci a rimanere, io ribatto dicendo che se arrivi qui e non hai un tubo in mano, non hai una qualifica decente e magari neppure esperienza lavorativa, è normale il fatto che se vuoi costruirti una carriera e un futuro in Australia allora ti devi rimboccare le maniche. E’ così in ogni parte del mondo. Quindi basta per favore lamentarsi anche di quello. Se non vi va bene rimanete dove siete che qui di gente che lagna ce n’è già fin troppa.

Avrei apprezzato molto di più se quel servizio fosse stato fatto con un tono diverso, informativo e non allarmistico. Illusa la sottoscritta che ancora non si è messa via il fatto che in Italia i servizi che hanno più successo sono quelli di questa tipologia.

Se fosse stata data anche l’altra versione, quella di chi non ha neppure mai lavorato in una farm eppure ce l’ha fatta, quella di chi invece si è trovato benissimo lavorando in mezzo a contadini in regioni sperdute d’Australia, se ci fosse stata anche l’altra campana allora il servizio mi sarebbe piaciuto. Sono sempre stata dalla parte di chi non vuole raccontare solo belle favole sull’Australia. E’ dura per la miseria, penso si stia capendo sempre di più. Chi vi dice il contrario è perché ci vuole guadagnare sopra, be careful.

Il lavoro nelle farm

Dopo questa anche fin troppo lunga anticipazione, passiamo alla domanda che voglio porvi:

Ma voi, perché volete andare a lavorare nelle farm?

Sul serio. Perché lo fate? Per rinnovare il Working Holiday Visa un secondo anno, giusto? Ok, dopo che lo avete rinnovato cosa pensate di fare? Volete un anno in più per avere più tempo per cercare uno sponsor? Volete mettere via soldi?

Quando sono arrivata in Australia con il Working Holiday Visa nel 2010 non sapevo un bel niente sull’immigrazione e i visti. Non avevo idea di come funzionassero le cose (divertente vedere la piega che poi ho preso online), l’unica cosa certa era che volevo rinnovare il WHV per il secondo anno, così da avere più tempo per capire come muovermi e come rimanere in Australia per sempre.

lavorare nelle farm in AustraliaCon il mio compagno mi sono avventurata in giro per farm, è stato molto difficile trovare un lavoro perché il tempo non era il massimo, e quando finalmente abbiamo scovato un gentilissimo contadino di origini italiane che ci ha voluto dare una possibilità, ci sono bastati un paio di giorni di lavoro per farci mettere in dubbio il fatto che servisse davvero a qualcosa rinnovare il visto.

Il lavoro era molto duro e c’era qualcosa che ci sfuggiva. Sentivamo che non era il percorso giusto. Diverse ore sul sito dell’immigrazione australiana ci hanno fatto capire che non era per niente la strada corretta. Nella nostra situazione personale era inutile cercare di rinnovare Working Holiday Visa e guadagnare tempo. Non cambiava il fatto che se volevamo riuscire a rimanere in Australia permanentemente dovevamo studiare. Non avevamo alternative. Che senso aveva quindi spaccarsi la schiena in campi di mele per riuscire a guadagnare un anno? Assolutamente nessuno. Abbiamo così cambiato rotta e abbandonato l’idea di voler lavorare nelle farm per rinnovare il visto. Abbiamo richiesto uno student visa, passato due anni davvero duri e ora il nostro sogno australiano è diventato realtà.

Questo è quello che è successo a noi. Ci siamo informati e abbiamo capito la nostra strada. So che ci sono migliaia di giovani che partono dall’Italia e si buttano subito nelle farm senza pensare veramente alle proprie mosse e al proprio futuro. L’unica cosa che sanno è che se lavorano in aree regionali e fanno certi lavori specificati dal governo, allora possono rimanere in Australia un anno in più. E’ tutto. Non si chiedono altro.

Queste stesse persone, avide di rinnovare il visto, sono disposte ad accettare qualsiasi cosa perché c’è molta competizione tra backpackers di tutto il mondo. La disperazione di voler a tutti costi accumulare quei famosi 88 giorni totali è quella su cui i furbastri marciano sopra. Contadini o datori di lavoro che sanno di avere il coltello dalla parte del manico. Ai quali non importa offrire degli alloggi lerci e luridi o di pagare poco (nel servizio il ragazzo parlava di 60 centesimi all’ora, cosa che mi ha lasciato sbalordita e mi ha fatto dubitare della sanità mentale delle ragazze che hanno accettato). Sanno che ci sono ragazzi disperati che lo accettano perché pensano di non avere alternative. Questi ragazzi sbagliano di grosso e non si rendono conto che non devono sottostare a certe cose. Non ha senso viaggiare fino all’altra parte del mondo per finire in certi posti accettando di mandare giù merda.

LEGGI ANCHE:  Nuova tassa per backpacker posticipata di 6 mesi

Quindi come si può risolvere il problema? Innanzitutto ponetevi la domanda che ho fatto prima: perché volete andare a lavorare nelle farm? E’ strettamente necessario?
Se lo fate perché volete fare un’esperienza diversa ben venga. Se lo fate perché è quello che fanno tutti fermatevi un secondo a riflettere e cercate di pianificare meglio le vostre mosse e magari capirete che è vero, non dovete per forza farlo. Non dovete rinnovare il visto perché in realtà dovete prendere un altro percorso (ad esempio come noi un corso di studi). Riflettete anche sul fatto che il Working Holiday Visa è un visto nato per dare l’opportunità ai giovani di venire in Australia per viaggiare e pagarsi le spese lavorando. Non è stato creato per dare la possibilità di rimanere qui permanentemente, anche se ormai una buona percentuale di persone (me compresa) l’ha richiesto e lo richiede proprio per questo.

Supponiamo ora che per una serie di motivi vogliate davvero lavorare nelle farm:

per favore, non accettate certe condizioni di lavoro.

Rifiutatevi, cambiate zona, informatevi prima di partire. Denunciate le persone che offrono delle condizioni di lavoro inammissibili. Ribellatevi e iniziate a capire che in Australia non siete obbligati a essere schiavi di certe cose e persone. Venite qui per ricominciare una nuova vita, non fatelo in quel modo. E se venite qui per un’esperienza di vita diversa, non sprecate tempo in certi posti. Se accettate certe condizioni di lavoro è colpa vostra, non potete lamentarvi perché siete LIBERI di scegliere.

Se state avendo o avete avuto una brutta esperienza con un datore di lavoro (che sia contadino oppure no non importa) e volete risolvere il problema o segnalarlo, potete usare il sito ufficiale del governo Fairwork dove trovate tutti i passaggi da seguire.

Per tutti quelli che decidono di voler lavorare nelle farm, prego proseguite con la lettura…adesso ne parlo un po’ meglio.

Consigli di sopravvivenza

Prima cosa da dire: conosco più persone che si sono trovate benissimo lavorando nelle farm piuttosto che il contrario. Le cose di cui ha parlato il ragazzo nel servizio di Striscia penso siano più l’eccezione che la regola.

Seconda cosa. Capitano a tutti le fregature. Capita a tutti di avere brutte esperienze, e capita anche in Australia perché come ho già detto non è il paese dei balocchi. E’ difficile sapere come sarà una determinata farm e ogni volta c’è una certa percentuale di rischio. Per diminuire la probabilità che vi becchiate una fregatura e, nel caso in cui accada, per uscirne facilmente, potreste fare così:

  • Informatevi il più possibile prima di andare in qualsiasi farm. Cercate info online, negli ostelli, parlate con altri backpackers e via dicendo.
  • Se trovate annunci di lavoro che sembrano troppo belli per essere veri, ad esempio se c’è scritto “garantiti gli 88 giorni”, se fossi in voi starei molto attenta. Idem se trovate qualche farm che si offre di firmarvi i fogli necessari per dimostrare le ore lavorate in cambio di soldi. Lo so che suona molto appetibile l’idea di non dover lavorare in una fattoria e riuscire comunque a rinnovare il visto, però se partite già con questo piede allora l’Australia non è il paese che fa per voi e lo ammetto, mi state pure sulle scatole. Ci sono un sacco di possibilità qui, perché dovreste voler fare le scorciatoie? Dimostrate che non siete persone oneste, che non vi meritate di rimanere qui e che non siete disposti a fare un po’ di fatica per ottenere le cose che volete. Inoltre alimentate il potere di queste persone che approfittano della vostra posizione e contribuite a infangare questo paese.
  • Se potete non fate come il ragazzo del servizio che si è diretto al paese della sua prima farm con un autobus che passava una volta a settimana. Cercate sempre di avere una via di fuga e di non essere costretti a rimanere lì nel caso in cui capiate che è una fregatura o che le condizioni non sono quelle che vi aspettavate. Ad esempio acquistate una macchina insieme a qualcun altro. Oppure aggregatevi ad un gruppo in partenza verso una certa zona regionale, oppure ancora assicuratevi che il paese sia facilmente raggiungibile con i mezzi in modo che possiate andarvene quando volete.

Lavorare nelle farm: stipendi

Voglio darvi un’idea di quanto è possibile guadagnare facendo lavori nelle farm. Di sicuro non 60 centesimi e neppure 5 dollari all’ora. Purtroppo non ho trovato nessuna statistica degli stipendi medi di un backpacker, perciò mi baserò:

  • sulla mia esperienza personale
  • su quella di persone che conosco e che mi hanno raccontato la propria storia
  • sullo stipendio minimo legale dichiarato nel sito del Fairwork dove potete trovare il minimo salariale diviso per industria e per livello

Quando sono stata assunta dal gentile contadino italiano, la paga era di circa 18 dollari orari. C’è chi viene pagato 20. Chi 17.
Nel sito del Fairwork la soglia minima di stipendio per il settore dell’orticoltura (considerando il livello più basso, quindi il 1°) è di 16.87 dollari australiani all’ora. Non accettate perciò dei lavori se vi viene offerta una cifra inferiore a questa, a meno che non siano compresi vitto e/o alloggio (e in questo caso in linea generale non è neppure previsto uno stipendio).

Se vi capita un contadino che vi vuole pagare sotto la soglia minima, andatevene via. Non vale la pena farsi sfruttare soprattutto perché arrivate in Australia per vivere un’esperienza indimenticabile. Ci sono sempre delle alternative e non si è mai obbligati ad accettare certe condizioni di lavoro.

Tenete presente che alcuni farmers pagano in base al lavoro effettivo che fate, ad esempio in base a quanti cesti di frutta riempite, quanti alberi ripulite e via dicendo. In questo caso è normale che all’inizio non si riesca a guadagnare moltissimo, ma con un po’ di pratica riuscirete ad andare più veloci e a guadagnare di più. Ci sono persone che in mezza giornata riescono a tirare su anche 200 dollari, non ho idea di come facciano.

Tipologie di lavoro

Tanti si fissano sull’idea che per rinnovare il Working Holiday Visa si debba lavorare nelle farm in aree regionali raccogliendo frutta o verdura. Non è così! Se leggete la pagina ufficiale del visto 417 nel sito dell’immigrazione, vi accorgerete che ci sono molte altre tipologie di lavoro che potreste fare.

LEGGI ANCHE:  Trovare lavoro in Australia dall'Italia: mission impossible?

Le categorie sono queste:

  • coltivazione di piante
  • allevamento di animali
  • pesca e raccolta perle
  • coltivazione e abbattimento di alberi
  • industria mineraria
  • costruzioni

Per ogni categoria vengono specificati quali tipi di lavoro sono accettati ai fini del rinnovo del WHV. Non li elencherò perché li ho già inseriti nel MANUALE DI SOPRAVVIVENZA DEL WHV e non mi sembrerebbe carino nei confronti di chi l’ha acquistato. Potete comunque trovare tutto spiegato (in inglese) nel sito ufficiale del governo.

Perciò se avete preso la decisione di rinnovare il visto WHV e avete difficoltà a trovare lavoro, provate ad ampliare la vostra ricerca. Al di fuori del settore della raccolta frutta/verdura troverete meno competizione.

Wwoofing

A prescindere dal fatto che ogni volta che dico a voce alta “wwoofing” mi sembra di imitare un cane (*woof, woof*), il wwoofing è una cosa che a me personalmente non piace molto, anche se so che molte persone lo fanno. Vi spiego prima in cosa consiste e poi il perché a me non piace.

WWOOFING = Willing Workers on Organic Farms ovvero lavoratori volontari in fattorie organiche. In pratica significa lavorare gratuitamente (o quasi) in cambio di vitto e alloggio. Naturalmente in farm.

Nel sito ufficiale, al quale vi consiglio di fare riferimento se siete interessati a questa tipologia di lavoro, trovate molte informazioni. Vi dovete registrare e il costo è di 70 AUD. Riceverete un libro e avrete accesso ai nomi di circa 2600 farm che si sono a loro volta registrate e che offrono lavoro in cambio di vitto e alloggio. La cosa più interessante è che potete:

  • trovare testimonianze di altri backpackers
  • se avete una brutta esperienza in un determinata farm, potete fare un complain (lamentela), cosa che evidentemente il ragazzo del servizio di Striscia non ha capito, ma non mi sorprende neppure molto
  • avrete accesso al forum dove potete trovare altri giovani di tutto il mondo che sono nella vostra stessa barca

Passiamo alla mia opinione personale sul wwoofing. Perché a me non piace? Come ho già scritto, due giorni lavorando in una farm mi sono bastati per capire che è un lavoro molto duro (attenzione, dipende anche dalle mansioni che vi vengono assegnate). L’idea di non venire pagata mi ammazzerebbe psicologicamente, anche se in cambio ho vitto e alloggio.

Preferirei riuscire a mettere via un po’ di soldi per poterli poi usare una volta finito il periodo di lavoro nelle farm. Ad esempio per viaggiare in Australia o per iscrivermi ad un corso di studi. Lo so, in questo modo dovrei preoccuparmi del vitto e dell’alloggio, ma so che si riescono a trovare sistemazioni poco costose e vi assicuro che se volete riuscite a risparmiare anche sulla spesa, se state attenti a cosa e dove comprate. Vi rimarranno comunque diversi dollari da parte, a differenza di quanto dice il ragazzo di Striscia.

Sempre più persone si buttano sul wwoofing, probabilmente perché pensano che in questo modo sia più facile trovare un lavoro e rinnovare il visto Working Holiday. Penso che per capire come muovervi dobbiate prima fissarvi un obiettivo e avere ben chiara la strada che volete percorrere. Ricordatevi sempre di porvi la domanda che ho scritto prima: perché volete lavorare nelle farm? E’ davvero utile rinnovare il visto? Cosa farete poi? Volete accumulare un po’ di soldi perché avete certe cose in mente da fare? Cercate di avere una visione generale completa prima di prendere certe decisioni, eviterete di perdere tempo e soldi come invece abbiamo fatto noi.

Siti web utili

Ci sono un paio di siti che vi consiglio di guardare, oltre a quello del wwoofing che vi ho già dato. Non sono affiliata con nessuno di essi, penso semplicemente siano un ottima fonte di informazioni e che vi possano aiutare molto nel trovare un lavoro in Australia ed evitare brutte esperienze.

WorkAway

Questo sito me l’ha consigliato un ragazzo sotto uno degli ultimi post di Facebook. Non ne avevo mai sentito parlare e dandoci un’occhiata veloce mi è sembrato un ottimo posto dove poter trovare lavoro in cambio di vitto e alloggio. Non è un sito specifico per lavoro nelle aree regionali e nelle farm, ma più che altro per vivere un’esperienza con gente locale facendo del lavoretti per loro.

Ci sono diversi paesi, Australia compresa, e come il sito wwofing.com, anche qui bisogna registrarsi per poter accedere a tutte le funzioni. Il costo è però inferiore e personalmente mi piace molto di più come sito. Se il vostro interesse è quello di rinnovare il WHV, riuscirete a trovare diversi annunci di host (le persone che ospitano) che offrono lavoro specifico per il rinnovo.

Backpacker Job Board

Un sito che ho scoperto facendo ricerca per questo post. E’ moderno e ben organizzato e ci sono annunci di lavoro per backpackers: raccolta frutta, verdura, lavoro con animali, babysitter e molti altri. E’ anche possibile lasciare il proprio annuncio se si è in cerca di lavoro.

Harvest Trail

Un sito che ho nominato già diverse volte e c’è un motivo: è il sito ufficiale del governo australiano per quanto riguarda i lavori in zone regionali e nel settore della raccolta. Aiuta a capire il livello di lavoro disponibile a seconda del periodo dell’anno nei diversi paesi australiani. I dati che ho trovato in questo sito sono gli stessi che ho usato per creare le mappe stagionali che regalo con il Manuale di Sopravvivenza del WHV.

Conclusioni

Mi rendo conto che questo articolo è venuto molto più lungo di come immaginavo all’inizio, sorry!
Sono stata tentata di spezzarlo in due ma ho preferito tenere tutto insieme per riuscire a darvi in una sola pagina tutte le informazioni che avevo in mente.

Ci ho messo un paio di giorni a terminarlo. Spero vi sia arrivato messaggio che volevo trasmettere e, per quelli che sono intenzionati a fare lavoro in aree regionali per rinnovare il WHV, spero di avervi dato molto di più di quanto non vi aspettaste. Se avete altro da aggiungere o volete raccontare la vostra esperienza, come sempre siete i benvenuti.

So che la maggior parte di quelli che sono riusciti ad arrivare a queste ultime righe sono le stesse persone che mi supportano costantemente, sia pubblicamente che in privato, ringraziandomi per le cose che scrivo. Questa volta voglio essere io a dirvi grazie, perché senza le vostre parole avrei mollato il sito e il blog ancora molto, molto tempo fa. Sapere di riuscire a dare contenuti diversi e non banali (beh, questo è quello che spero) e vedere che vi piacciano è una grandissima soddisfazione e mi sprona a fare sempre meglio, anche quando non sono tanto in vena di fare ricerche e scrivere.

Perciò: grazie!

Alla prossima settimana,
Francesca

*****

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18 thoughts on “Lavorare nelle farm, wwoofing e il raccapricciante servizio di Striscia alla Notizia”

  1. Rosanna says:

    Ciao Francesca, io ho un figlio a Melbourne che dovrà andare in una farm a Giugno. Alcuni ragazzi mi hanno detto che è molto pericoloso perchè le campagne sono invase da serpenti e ragni velenosi. Ti risulta?. Grazie da una mamma in apprensione

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Salve Rosanna, bisogna fare attenzione ma le morti da animali pericolosi sono molto rare! Avevo scritto un breve articolo al riguardo, lo trovi qui http://vivereinaustralia.com/blog/morti-da-animali-pericolosi/
      :-)

  2. Michael says:

    Buongiorno, mi chiamo Michael.
    Ovviamente trovare lavoro in Australia mentre sei in Italia è molto difficile, a parte il caso in cui ti candidi per un lavoro indicato nella SOL.
    Io avrei in mente di recarmi a una farm WWOOF e mettermi in pari, nel senso di lavorare 4/6 ore al giorno per vitto alloggio così da evitare spese, e nel frattempo cercare un lavoro in città per esempio. E fattibile questa cosa? Potrebbe essere una buona idea?

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Ciao, essere in una farm e trovare lavoro in città potrebbe rivelarsi dura come trovare lavoro dall’Italia :-D
      Ma potresti sempre provare, mai dire mai!

      1. Michael says:

        Nel commento precedente mi sono dimenticato di farti i complimenti, il tuo sito è formidabile; ho comprato i tuoi libri e sto “studiando” i due manuali che sono perfetti per avere le informazioni che servono!
        Comunque trovare qualche giorno libero per farsi un giro in città e consegnare curriculum a mano, o proporsi agli annunci mentre ti trovi già in Australia, nonostante tu sia in una farm pensavo fosse più facile rispetto cercare lavoro dall’Italia :D

        1. Immigrata allo Sbaraglio says:

          Grazie mille Michael!
          Si, è più facile ma molto dipende da quanto è lontana la farm, alcune sono a centinaia di km dalla città più vicina :-)

  3. Marika says:

    Ciao! Innanzitutto voglio ringraziarti di cuore per questo incredible lavoro che hai messo a disposizone di tutti, grazie tante é straordinario. Secondo poi, sono assolutamente daccordo cn te su quanto detto in questo articolo, sicuramente ognuno di noi ha il potere di decidere come vivere e se ti pagano o trattano male la decisione é solo tua che lo permetti (ovvio che sarebbe meglio nn esistessero realtà dalle quali doversi difendere, ma questo purtroppo é il mondo di adesso ma vabbe questa é un’altra storia). Detto questo, io quest’anno andró in Australia con il visto work and holiday e sicuramente lavoreró in qualche farm perché voglio sentirmi a pieno contatto con la natura e provare questa esperienza, per quanto faticosa, per ME unica.
    Ti vorrei fare un paio di domande alle quali non ho trovato risposte esaustive.. spero che nn ti metterai troppo a ridere :) :)
    1°.. lavorando nelle farm , posso portare il cane con me a lavoro?
    2°.. partendo da backpacker posso anche decidere di entrare nel paese con soldi ridotti o cmq ci sono dei controlli di soglie minime dei conto correnti?
    3°.. la patente internazionale si riesce a fare comodamente anche la in australia? (Sono a londra al momento e volevo evitare di tornare in italia per doverla fare)

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Ciao Marika, grazie per i complimenti!
      1. dipende dalla farm, dovrai chiedere al tuo datore di lavoro
      2. chiedono di avere un minimo di soldi ma non sempre fanno i controlli in dogana. Ho spiegato tutto qui http://vivereinaustralia.com/working-holiday-visa/
      3. Non penso, credo tu debba richiederla nel tuo paese (o magari riesci anche in Inghilterra, non ne sono sicura). Ci sono alternative alla patente internazionale, ho spiegato qui http://vivereinaustralia.com/patente-e-acquisto-macchina/
      Good luck!

      1. Marika says:

        Grazie mille leggeró tutto il tuo blog a fondo appena posso! É davvero una grossa risorsa!!!

  4. Emy says:

    https://da4leeallaustralia.wordpress.com/2015/06/04/la-verita-vi-dico/ sono finalmente riuscita a pubblicare il post sulle mie esperienze in ”farm australiane”. Ben 172 giorni, mica bruscolini :)

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      L’ho letto ed è molto bello e soprattutto vero, consiglio a tutti di leggerlo!

  5. Gregorio says:

    Ciao Francesca. Sono Gregorio. Un ragazzo di 23 anni. Volevo dirti inanzi tutto che hai fatto un bellissimo blog. E anche se non ci conosciamo ti ringrazio per lo sforzo che hai fatto per ottenere questo tuo risultato e poterlo offrire a me e come tanti altre persone curiose e alla ricerca di sicurita’ per poter fare questo passo. Io sono da una parte fortunato perche`il mio migliore amico e’ andato in Australia 2 anni, e l’ha vissuta prorio tutta dalle farm al lavoro in citta’ ai surfer ecc. Ho un poco di paura, ma quella chi e’ che non ce l’avrebbe? se non ci fosse non sarebbe normale penso, e bisogna saperla superare. Non ho domande da farti. Pero’ grazie. ciao
    Gregorio

    1. Immigrata allo Sbaraglio says:

      Grazie mille Gregorio per le tue parole! E’ del tutto normale avere paura, l’importante è che tu sia deciso della tua scelta. Un grosso in bocca al lupo!

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  12. Manuel Rodriguez says:

    Brava Francesca, mi chiamo Manuel e non sono assolutamente interessato né al wwoofing né alle farm, ma ho letto molto volentieri il tuo articolo a riguardo.
    Mi é sembrato molto chiaro e circostanziato e penso che molte persone ne possano trarre profitto.
    So che é un argomento un pò difficile da trattare perché rigarda probabilmente meno persone, ma sarebbe interessante trattare anche dei visti riguardanti chi come me vorrebbe venire in Australia per aprire una piccola attività, un negozio, un bar o quant’altro.
    Le informazioni a riguardo sono poche, pare che il visa sia il Subclass 188 e che ci vogliano 800.000 dollari da investire nei primi 2 anni : é vero ?
    Possibile che non ci sia un’altra strada per aprire una piccola attività…

    Grazie mille se vorrai rispondermi e comunque complimenti per l’articolo.

    Manuel

  13. Emy says:

    Scriverò un post al riguardo ma quello che posso dire è che sono i Australia da 7mesi e con soli 71gg in farm (esperienza stupenda di cui ho già parlato sul blog!) mi sono pagata ben 3 mesi e mezzo di vacanze indimenticabili (riuscendo a tornare ‘a lavoro’ con una soglia di 2000$ (soglia che considero ottima per star tranquilli e cercare lavoro di nuovo). Non lavorerò mai e poi mai nell’hospitality viste le paghe da fame (aggiungici spesso prove non pagate, ambiente pessimo, cash in hand ecc)…farm e simili tutta la vita :) ora sto lavorando in fabbrica seppur con gli 88gg finiti :) w l’Australia!

    Emy di da4leeallaustralia.wordpress.com

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